Approfittando del caldo sole di questi giorni, ho fatto una visita a Solfagnano, ridente borgo immerso nel verde di una delle tante colline a nord di Perugia. L’energia e la bellezza che emanano da questo luogo sono dovute soprattutto alle sue caratteristiche costruzioni.

La prima che vedo, poco distante dal vero e proprio borgo, è Pieve San Quirico costituito da una chiesa (originaria del XVIII sec.) e da un castello (XI sec.) a difesa della valle sottostante. Risalendo il sentiero, a circa 200 m, c’è un’altra torre che, insieme al castello, fa parte della Tenuta di Bagnara. Antica azienda agricola, essa oggi è un complesso privato, restaurato e adibito con alloggi per tutti gli ospiti che qui vogliono rigenerarsi usufruendo della piscina e dell’immenso giardino circondato dagli alberi della campagna circostante.

È davvero difficile allontanarsi da questo posto, ma dall’altra parte della collina mi aspetta la stupefacente vista di Villa Bennicelli. Si tratta della ristrutturazione di un castello medievale (detto appunto di Solfagnano) avvenuta nel XVII-XVIII sec., ora di proprietà privata. In un solo colpo d’occhio qui si fondono atmosfere medievali e rinascimentali, che riescono a fermare il tempo di chi vuol assaporare questa magia.

La Villa, infatti, oltre che ospitare camere di lusso e ambienti idonei a qualsiasi tipo di ricevimento, è circondata da un grande parco, giardini terrazzati e viali alberati…che dire, davvero un toccasana per corpo e spirito!
Tornando a valle, sulla strada per Parlesca, noto una torre abbastanza alta; mi avvicino e…sì, la guardo dal basso e i suoi 18 metri più la base quadrata di circa 100 mq mi dicono che è lei: Torre Strozzi.


Risale al XIII sec. e, siccome una volta era dotata di ponte levatoio, aveva la funzione di controllare il fiume Tevere e la strada adiacente. In seguito fu anche adibita ad abitazione signorile, poi stalla e magazzino.
Ora, invece, è un importante Centro di cultura e arte contemporanea.
Che luoghi affascinanti lungo il fiume Tevere! Anche le storie custodite dalle sue acque lo sono, e una di queste narra di un barcarolo.
Quando i ponti non esistevano ancora, il barcarolo traghettava gli abitanti della zona sul Tevere, per portarli verso l’altra sponda, in località La Bruna. Pensate che questo servizio rimase in funzione fino agli anni ’70, mentre oggi si possono osservare la sua casa diroccata e lo zatterone.
(Contributo di Raimondo Biscarini)


Buona passeggiata a tutti gli amici del verde!
(photo credit immagine di testata: Raimondo Biscarini)